La cannabis medica è un’opzione promettente anche in ambito ginecologico, poiché offre un supporto significativo nella gestione del dolore cronico e dell’infiammazione associati a condizioni come dismenorrea, endometriosi e vulvodinia. Queste patologie, spesso caratterizzate da sintomi debilitanti, possono beneficiare di un approccio integrato che combina cannabis terapeutica con terapie farmacologiche e fisioterapiche.
Nella dismenorrea, per esempio, il THC e il CBD alleviano i crampi uterini riducendo la contrazione muscolare e l’infiammazione. La loro azione miorilassante e analgesica contribuisce a un rapido sollievo dal dolore. Nell’endometriosi, i cannabinoidi agiscono modulando la risposta infiammatoria e riducendo il dolore pelvico cronico. Inoltre, il CBD può migliorare il sonno e l’umore, spesso compromessi in queste pazienti.
Nella vulvodinia, la cannabis terapia si rivela utile per il suo effetto analgesico e antinfiammatorio, favorendo un miglioramento della sensibilità integrandosi perfettamente con la fisioterapia del pavimento pelvico che ne amplifica i benefici terapeutici.
Grazie alla sua versatilità, la cannabis terapeutica può essere anche utilizzata in trattamenti come radiofrequenza ed elettroporazione vaginale, quindi per uso topico, rispondendo così alle esigenze specifiche di ogni paziente.