La cannabis medica offre numerosi benefici nella gestione delle patologie gastrointestinali, molte delle quali condividono una base infiammatoria, spesso associata a componenti autoimmunitarie o genetiche. Grazie ai cannabinoidi, in particolare THC e CBD, รจ possibile modulare l'infiammazione e alleviare i sintomi debilitanti di queste condizioni.

Per esempio, nel morbo di Crohn il CBD รจ utilizzato per le sue proprietร  antinfiammatorie e immunomodulatrici, riducendo il dolore addominale, la diarrea e favorendo la remissione della malattia. Il THC, inoltre, aiuta a migliorare lโ€™appetito e a ridurre nausea e spasmi. Per la sindrome dell'intestino irritabile, i cannabinoidi contribuiscono a regolare la motilitร  intestinale e a ridurre i sintomi come gonfiore, crampi e alterazioni dellโ€™alvo. Questo avviene grazie alla loro azione sul sistema endocannabinoide, che gioca un ruolo chiave nellโ€™omeostasi intestinale. La cannabis รจ utilizzata anche nella dispepsia funzionale poichรฉ allevia il senso di pienezza, il dolore epigastrico e la nausea, migliorando notevolmente la qualitร  della vita dei pazienti. Per la stipsi cronica, il THC rilassa la muscolatura liscia intestinale, favorendo il transito, mentre il CBD riduce lโ€™infiammazione associata.

In generale, la cannabis terapeutica permette di affrontare i sintomi gastrointestinali in modo olistico, offrendo sollievo dai disturbi e migliorando il benessere complessivo del paziente.