8 gennaio 2025

La cannabis è una pianta ricca di sostanze chimiche chiamate cannabinoidi, che possono avere effetti positivi sul nostro corpo. Tra questi, i più conosciuti e studiati sono il cannabigerolo (CBG), il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD). Ognuno di loro ha caratteristiche uniche e può essere utile per diversi problemi di salute. Vediamo insieme come funzionano.

Il CBG

Il CBG - o cannabigerolo - è spesso definito il "precursore" degli altri cannabinoidi. È come il "mattoncino base" da cui si formano poi gli altri cannabinoidi, come il THC e il CBD. Durante la crescita della pianta, il CBG si trasforma in questi composti più noti. Quando la pianta è essiccata, però, ne rimane solo una piccola quantità (meno dell'1%).

I benefici per la salute

Può aiutare a rilassarsi, riducendo ansia e tensioni muscolari. Inoltre, è efficace nel ridurre il dolore e combattere alcuni tipi di funghi. È considerato utile per il trattamento di condizioni come psoriasi, glaucoma, infiammazioni intestinali, depressione e nausea. Studi ancora in fase preliminare suggeriscono che potrebbe essere utile contro certi tipi di tumori.

THC e CBD: i più studiati

Il THC e il CBD sono i due cannabinoidi più conosciuti e abbondanti nella cannabis. Pur avendo una struttura molecolare simile, i loro effetti sul corpo umano sono profondamente diversi, principalmente a causa del modo in cui interagiscono con il sistema endocannabinoide.

THC (Delta-9-Tetraidrocannabinolo)

Il THC si lega principalmente ai recettori CB1 del sistema nervoso centrale, producendo effetti psicoattivi. Ha diverse proprietà utili per la salute. Contribuisce a ridurre il dolore e le infiammazioni, rappresentando un'opzione terapeutica valida per chi soffre di condizioni dolorose croniche o acute. È noto per la sua efficacia nel combattere nausea e vomito, in particolare nei pazienti sottoposti a trattamenti come la chemioterapia. Inoltre, può migliorare l'umore, risultando utile in casi di depressione o disturbi dell'umore. Infine, il THC mostra potenziale terapeutico per malattie come il glaucoma, la sclerosi multipla e alcune forme di cancro, dove aiuta sia nel controllo dei sintomi sia nel miglioramento della qualità della vita.

CBD (Cannabidiolo)

Il CBD si lega principalmente ai recettori CB2, situati nel sistema periferico e nel sistema immunitario. Può anche modulare gli effetti del THC, riducendone l’intensità psicoattiva. Questo lo rende particolarmente interessante per molte applicazioni terapeutiche. È stato dimostrato che il CBD aiuta a gestire ansia, convulsioni e dolore cronico, offrendo sollievo a chi soffre di queste condizioni senza causare effetti psicoattivi. Inoltre, è efficace nel ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia, come nausea e vomito, migliorando la qualità della vita dei pazienti oncologici. Le sue applicazioni si estendono a malattie neurodegenerative come Parkinson e Alzheimer, dove può avere un ruolo neuroprotettivo. Anche condizioni infiammatorie come l'artrite traggono beneficio dalle sue proprietà antinfiammatorie. Infine, il CBD può essere di supporto per chi soffre di disturbi del sonno, favorendo un riposo migliore.